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Come BasicNet si distingue dai competitor e come si è costruita un’identità forte e riconoscibile, anche a livello internazionale?

Intervista a Enrico Gramaglia, AD BasicRetail

 

Enrico Gramaglia,
AD di BasicRetail
interverrà al prossimo Forum Retail nella sessione Il Retail 2025: la visione dei Leader e degli innovatori nella Tavola Rotonda 
New Shop - Come saranno i negozi del 2025?

 

 1. Su quali asset si muoverà la competizione del retail nei prossimi 5 anni?
 Nell’ultimo decennio il mondo retail sta vivendo cambiamenti interessanti, per lo più guidati dall’impatto delle nuove tecnologie. La sfida dei prossimi 5 anni sarà integrare sempre di più il mondo fisico con quello digitale, rendendo l’esperienza d’acquisto ancora più facile e fluida. Questo comporterà ulteriori investimenti legati alla multicanalità, intesa sia come capacità di vendere un prodotto   indipendentemente da dove si trovi – in negozio o nel magazzino centrale – sia come implementazione delle tecnologie che identificano e analizzano il comportamento del consumatore in-store e on-line, in modo da soddisfare al massimo le sue esigenze.

2. Re-styling, in-store technologies, sostenibilità, nuovi player… il mercato del fashion è profondamente cambiato negli ultimi anni. Come BasicNet si distingue dai competitor e come si è costruita un’identità forte e riconoscibile, anche a livello internazionale?
Sicuramente BasicNet possiede Brand straordinari: nel nostro settore, Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Superga, Sebago e Briko sono icone con un fortissimo heritage, capaci di suscitare forti emozioni nel consumatore. Ma il nostro primo e più importante fattore critico di successo è il modello di business. BasicNet nasce nel 1994 come “fully web integrated company”: veloce, flessibile e affidabile. Fin dal giorno uno abbiamo concentrato nell’informatica grandi sforzi e risorse, investendo milioni di euro l’anno e sviluppando piattaforme e sistemi proprietari che garantiscono la massima scalabilità del business. Oggi BasicNet è a capo di un network globale di oltre 600 partner-imprenditori, tra licenziatari di distribuzione e di produzione, con un turnover aggregato di più di 2 miliardi di € a valore retail. La fortissima componente informatica che caratterizza il nostro retail è stata, dunque, del tutto naturale. Nei negozi del Gruppo non esiste un pezzo di carta o un cartellino del prezzo: solo monitor e iPad in grado di interagire col consumatore con informazioni immediate e complete su tutti i prodotti. Al tempo stesso, il nostro sistema Plug&Sell è un’interfaccia semplice ma straordinariamente potente per la gestione del negozio da parte dei franchisee.

3. A suo avviso quali sono i trend più significativi del settore e i retailer da tenere d’occhio?
Senz’altro quella che io chiamo “smaterializzazione”. Mi riferisco, in particolare, a due tendenze. La prima sono le subscription box: servizi che permettono al cliente di ricevere a scadenze regolari un outfit completo con la semplice sottoscrizione di un abbonamento mensile. Un modello che piace in particolare alle donne e che, in futuro, sostituirà l’uso all’acquisto. L’altra macro-tendenza è la progressiva scomparsa del pagamento tradizionale, che per il cliente è sempre il momento meno piacevole. Grazie alle tecnologie e alle nuove norme bancarie Ue, denaro e carte lasceranno il posto a sistemi di trasferimento intangibili. E, potremmo dire, “indolore”.