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Future Food District, IoT applicato alla GDO e al sofa! Ne abbiamo parlato con Carlo Ratti

Abbiamo incontrato Carlo Ratti, Director of MIT Senseable City Lab e Founding partner at Carlo Ratti Associati

Cibo, spesa, sostenibilità: quali tecnologie a supporto del Future Food District?

Il Future Food District, prototipo realizzato per Coop durante Expo Milano 2015 (dal quale è stato poi realizzato il “Supermercato del Futuro”, inaugurato a Milano Bicocca a dicembre 2016) è un progetto che cerca di realizzare una visione ben precisa: quella che ogni prodotto alimentare abbia una storia da raccontare.

La sua ispirazione è un passaggio narrativo di Italo Calvino, nel quale il protagonista, il signor Palomar, entra in una Fromagerie a Parigi e all’improvviso si sente come se si trovasse in un museo: dietro ad ogni formaggio immagina di poter scorgere la presenza della civiltà che gli ha dato forma. Bene: noi crediamo che i supermercati di domani ci faranno sentire un po’ come il signor Palomar. Ogni prodotto avrà una storia da raccontare, una storia che oggi raggiunge il consumatore solo in modo frammentario. Con il Future Food District, abbiamo voluto fare proprio questo: rendere questa storia più chiara e accessibile.

Nel Future Food District il visitatore entra in contatto con una modalità d’acquisto interattiva e tecnologica. Semplicemente avvicinando la mano a diversi prodotti, il consumatore ha la possibilità di ottenere tutte quelle informazioni che oggi sono disponibili in rete ma non in un’etichetta tradizionale. Queste informazioni – dai valori nutrizionali all’origine del prodotto, alla sua filiera produttiva - sono visualizzati su grandi monitor collocati direttamente sopra ogni bancone. Si tratta di un’etichettatura “aumentata” con la quale il prodotto è in grado di raccontare sé stesso, le sue proprietà, la sua storia e il suo tragitto dalle origini all’utente finale.

Il Future Food District usa le tecnologie digitali per cambiare il modo in cui interagiamo con il cibo - promuovendo abitudini di consumo più consapevoli.

 

Internet of Things applicato alla GDO: come ridurre il gap tra consumatore e azienda alimentare?

Sempre prendendo ad esempio il Future Food District, abbiamo voluto creare un micro-universo che indaga nuovi modi per le persone di rapportarsi al cibo. Tale interazione è possibile attraverso l’uso di nuove tecnologie e l’applicazione del concetto Internet of Things. È grazie all’Internet delle cose che possiamo condurre una riflessione su come quel certo prodotto alimentare è stato prodotto e distribuito e potrà poi essere preparato e consumato in futuro. Attraverso un solido network informativo saremo così in grado di aiutare ogni persona a sviluppare una consapevolezza nuova di ciò che consumiamo.

Nel Future Food District l’uomo si trova al centro di una catena produttiva che grazie alle nuove tecnologia diventa più sostenibile. Attraverso la condivisione dei dati, e un modo semplice per fruirli, si dà vita ad una interazione tra consumatore e prodotto onesta e trasparente.

 

IoT applicato al sofa è l'innovazione del nuovo progetto Liftbit: come nasce questo progetto?

Lift-Bit sfrutta il potenziale dell'Internet of Things (IoT) per trasformare i nostri interni, dando vita ad ambienti flessibili e riconfigurabili. L'architettura è sempre stata descritta come una sorta di ‘terza pelle’ - oltre a quella biologica e ai nostri vestiti. In realtà, per molto tempo ha piuttosto assomigliato a un corsetto: un involucro rigido sovrapposto al nostro corpo. Quella che immaginiamo per il nostro futuro, e che si manifesta in Lift-Bit, è un'architettura che si adatta alle nostre esigenze – uno spazio su misura, modellato sui bisogni, caratteri e desideri dei suoi abitanti.

Lift-Bit è un sistema di arredo modulare e riconfigurabile, che proprio grazie alle tecnologie di Internet-of-Things permette di trasformare un divano in multiple riconfigurazioni: da una poltrona a una chaise longue, da un letto fino a un vasto paesaggio domestico. Il sistema si compone di una serie di pouf esagonali imbottiti, i quali incorporano un attuatore lineare che permette loro di sollevarsi e abbassarsi. L'altezza di ogni singolo elemento può raddoppiare e dimezzarsi in pochi secondi. In omaggio al Generator Project, progetto del 1978 dell'architetto inglese Cedric Price, il sistema di Lift-Bit, quando fermo per molto tempo, arriva ad “annoiarsi”, iniziando a generare in modo autonomo nuove forme, in modo da coinvolgere gli utenti.