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Dal delivery ai nuovi modelli di business: come si sta innovando il mondo della ristorazione?

Abbiamo incontrato Alberto Cartasegna, CEO e Founder di “miscusi”

Nuovi asset strategici e nuovi modelli di business sono i presupposti per il rilancio delle industrie in questo momento complesso.
In particolare, le aziende della ristorazione stanno trasformando e ampliando i propri orizzonti.

Alberto Cartasegna

Abbiamo incontrato 
Alberto Cartasegna
CEO e Founder di
“miscusi”
e relatore al prossimo Forum Retail. 

 

Miscusi nasce come un brand di ristorazione di pasta non incentrato sul delivery, ma sul core business connesso alla ristorazione.
Oggi ha rivisto la propria strategia di delivery per garantire piena continuià delle attività attraverso il lancio di Miscusi Bottega per la produzione di prodotti

Con lui abbiamo parlato delle strategie messe in atto per far fronte alla ripresa

Quale sarà il nuovo business model vincente per la ripresa post COVID-19? 

Tra due anni i locali saranno pieni come due mesi fa. Nei prossimi 12/24 mesi ci aspettiamo un graduale, lento, rientro ad una nuova normalità. Rimarranno abitudini che abbiamo fatto nostre in questo momento storico indimenticabile. Abitudini positive, come la curiosità di sapere cosa c’è dietro un piatto, se ci fa bene e se fa bene al nostro pianeta. La praticità di ordinare online, il piacere di passeggiare nel proprio quartiere e comprare quei prodotti che non trovi sugli scaffali dei grandi supermercati, oramai troppo compromessi dalla guerra di prezzi.

Come è cambiata la comunicazione con il tuo cliente tramite i canali social?

La nostra comunicazione è rimasta la stessa. Trasparente, sincera e coerente. Da sempre usiamo i social come amplificatore di quello che facciamo tutti i giorni. Amplificatore, mai mixer. Abbiamo raccontato quello che abbiamo fatto per gli ospedali, il lancio della bottega online, cercato di mantenere i toni giusti, seri nei momenti delicati, ma sempre positivi.

Quali touch point saranno fondamentali per lo sviluppo di nuovi canali di engagement?

Non è mai stato strategico per miscusi avere una forte presenza digitale funzionale al servizio. Ci siamo sempre concentrati sull’esperienza dentro ristoranti, creando un clima positivo ed energico trasferendo valori e passione ai ragazzi che ci vivono tutti i giorni come fosse la loro seconda casa. Oltre ad alzare sempre l’asticella della qualità del prodotto. Continueremo a farlo, durante e post Covid. Stiamo accelerando investimenti in tecnologia per costruire un layer digitale multicanale che connetta gli ospiti ai nostri ragazzi, anche fuori dai ristoranti. Manterrà sempre e comunque una forte umanizzazione.

“Se Maometto non va alla montagna…”: ci raccontate il nuovo progetto del gruppo, la bottega di pasta online?

La miscusi bottega è sempre stata un’idea, spesso i clienti ci chiedevano “la vendete la pasta?”. Quest’anno avevamo a piano di raddoppiare i ristoranti, aprire il primo all’estero, la farm…tanti progetti e la risposta era sempre “per ora no”. Il Covid ha cambiato l’ordine delle priorità prepotentemente. Abbiamo reagito decidendo di portare i nostri prodotti nelle case degli italiani, per poter replicare l’esperienza di miscusi nel proprio salotto. Abbiamo fatto diverse migliaia di consegne, il 99% dichiara il servizio/prodotto “eccellente” e comprerà di nuovo i nostri prodotti…chissà magari li troverà anche nel ristorante quando riapriremo.