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Metaverso: una nuova rivoluzione o no?

Intervista a Eleonora Chioda, Giornalista esperta in innovazione, Ideatrice e coautrice di Silicon Valley e del bestseller Start

«Il metaverso è un Internet immersivo e incarnato, dove invece di visualizzare il contenuto, ci sei proprio dentro». A parlare cosi, un anno fa, è stato Mark Zuckerberg, 38 anni, Ceo e fondatore (nel 2004) di Facebook,13esimo uomo più ricco del mondo. È a capo di un gruppo che comprende anche Instagram, WhatsApp e Oculus e raggiunge miliardi di utenti. Lo scorso anno ha cambiato il nome in “Meta”, ha investito miliardi di dollari, messo al lavoro 10mila ingegneri e annunciato di volerne assumere altrettanti, soprattutto in Europa, per il suo Meta.

Oggi tutti parlano di metaverso. Si tratta di uno spazio tridimensionale in cui interagire su piattaforme con un avatar o attraverso visori di realtà virtuale. Una realtà immersiva, dove essere protagonisti oltre che spettatori. Dove si può fare tutto quello che facciamo nella vita reale e molto di più. Possiamo muoverci, giocare, incontrare persone, partecipare a uno spettacolo, fare acquisti, lavorare, studiare, visitare luoghi, fare riunioni, imparare... Ma anche volare e saltare.

Il termine è stato coniato nel 1992 dallo scrittore di fantascienza Neal Stephenson nel romanzo Snow crash. Intanto  nascono eventi, si è appena tenuto a Torino il primo festival del metaverso, nascono opportunità e interesse. Cresce la curiosità per il 'non luogo' virtuale. Abbiamo già il primo laureato nel metaverso. Edoardo Di Pietro, 25 anni, laurea in Scienza della Comunicazione a Siena. Tesi su Metaverso e 5G. Dopo aver chiesto l’autorizzazione alla facoltà e al suo professore, ha creato una stanza virtuale sulla piattaforma Spatial e il suo avatar. L’ha arredata con banchi, sedie e una lavagna interattiva, dove ha proiettato le sue slide. «Io ero fisicamente in università. Volevo far vedere che cos’è il metaverso, e dare la possibilità a tutti, amici e parenti lontai, di seguire la mia sessione di laurea» ha raccontato.

Così molti brand hanno già cominciato a popolare il Metaverso I nomi più attivi? Nike, Adidas, Gucci, Kenzo, Puma, Balenciaga, Pinko e molti altri. Secondo gli esperti, il metaverso potrebbe rappresentare un’incredibile opportunità per i brand della moda. Si parla di un valore tra i 250 e i 400 miliardi di dollari entro il 2025 (fonte ricerca Boston Consulting Group). Sarà cosi? Una recente indagine del Wall Street Journal, ha evidenziato come il Metaverso di Zuck, secondo i suoi dipendenti, sia un posto vuoto e triste, dove in pochi adorano tornare. E che la scommessa di Mark Zuckerberg di puntare tutto sulla nuova dimensione sia da considerarsi in grande difficoltà. Staremo a vedere…